“Hiding the Elephant” Edicola Notte

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goldiechiari, Hiding the Elephant, 2013, specchi e fumo

Dopo l’assegnazione della  borsa dei giovani artisti del Castello di Rivoli con l’opera Genealogie di Damnatio Memoriae 1965-1982, Torino. goldiechiari presentano ad Edicola Notte, Hiding the Elephant, una installazione, preludio del loro nuovo ciclo di ricerca, presentato recentemente in anteprima a Weld, Stoccolma in collaborazione con la performer artist Lotta Melin.

Hiding the Elephant, letteralmente occultando l’elefante, si riferisce alla spettacolare performance del mago Harry Houdini che nel 1918 fece scomparire un elefante di fronte a migliaia di spettatori all’ippodromo di New York. Il riferimento al prestigio di Houdini viene messo in relazione, nell’opera di goldiechiari, con le pratiche  persuasorie e propagandistiche dei servizi segreti occidentali durante la Guerra Fredda . In questo caso Hiding the Elephant  sarà un esercizio di illusionismo ispirato alle pratiche politiche dei servizi segreti nel nascondere e far scomparire realtà scomode e personaggi pericolosi sfruttando l’immaginario magico e i suoi dispositivi scenici.

goldiechiari fanno riferimento a una serie di performances-trucchi dei maghi Harry Houdini, Jasper Maskelyne e John Mulholland e concentrano la propria ricerca sulla similitudine nella pratica dell’inganno e  dell’illusione nella rappresentazione della realtà da parte della magia scenica e della politica dei servizi segreti.  Come sosteneva James Angleton, capo del controspionaggio della CIA, “Deception is a state of mind and the mind of the State” (l’inganno è uno stato mentale e la mente dello Stato).

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